il
corpo
In questi anni ho sottoposto
il mio corpo a vari tentativi di sabotaggio, dalle rovinose cadute in bicicletta alle
numerose fratture
ossee, dagli incidenti auto/motociclistici
agli infortuni sportivi, dagli interventi chirurgici alla vita sedentaria.
Per questi motivi ora lui ne
porta i segni, i segni inconfondibili di un corpo che è stato utilizzato senza
remore per gli impieghi più usuranti e pericolosi, ma anche per i più
divertenti e piacevoli...
Vista la varietà degli
episodi da menzionare, ho preferito riassumere nella figura sottostante tutti i
danni che il destino, e anche un pizzico di incoscienza, hanno
voluto infliggermi.
:::...clicca sui pallini rossi...:::
fronte
All'età di 5 anni, girondolando insieme a mia zia e mia sorella in spiaggia durante
un soleggiato pomeriggio invernale, trovai un lungo bastone che il mare aveva
depositato in riva.
Pregai mia zia di farmelo portare a casa e lei mi accontentò.
Una volta a casa, giocando col bastone
a fare il salto con l'asta, me lo
ritrovai ficcato in fronte.
Mia madre mi portò subito al Pronto Soccorso dove
lo squarcio fu chiuso con l'ausilio di 7 punti di sutura.
polso DX
All'età di 6 anni, giocando con gli amici sotto casa ad un vecchio gioco che, se non
ricordo male, si chiamava "Garibaldi", inciampai mentre correvo e
cadendo mi ruppi entrambe le ossa del polso, radio e ulna.
Naturalmente fui ricoverato,
operato e ingessato.
Era estate e ne ebbi per più di un mese
tallone DX
All'età di 7 anni, giocavo
con un amico in una stradina non asfaltata di fianco a casa mia, quando
all'improvviso da dietro un incrocio sbucò una enorme creatura, tutta nera e
con una lunga lingua rosea.
Era il cane di un vicino, mi veniva incontro saltellando e scuotendo quella
enorme lingua, mentre il mio amico si era riparato dietro un cespuglio ed io
cercavo di scappare correndo all'indietro.
Correndo correndo, misi il piede in una buca presente nel terreno e mi ruppi il
tallone...
...il cane mi venne vicino e mi lecco la faccia, ma la cosa non mi consolò un
granché.
Anche quella volta mi fecero
un bel gesso!!!
tibia DX
All'età di
8 anni, mentre mi trovavo in vacanza ad Auronzo (nel Cadore) con i miei genitori,
decisi di prendere qualche lezione di sci.
Il secondo giorno di lezione, mentre aspettavo il maestro, mi lanciai in una
discesina di riscaldamento, ma ad un certo punto per evitare un altro sciatore
incrociai gli sci e mi ruppi la tibia.
Fui ricoverato a Cortina, dove trascorsi una delle peggiori esperienza della mia
infanzia: fui operato per sistemare la frattura, ma dopo qualche giorno i medici
si accorsero che l'osso non si stava calcificando correttamente e me lo
sistemarono "a mano", cioè tirando qua e là il mio avampiede senza
nemmeno un pizzico di anestesia (credo che la manovre sia denominata TOPPA)...
...davvero dolorosissima :-(((
La convalescenza fu molto
lunga, mi fecero più di un gesso e mi ricordo che feci la cresima da solo
quando mi tolsero l'ultimo gesso
vertebra
Per festeggiare il diploma
in ingegneria appena conseguito, a fine febbraio 2000 andai a snowbordare a
Canazei, sulle piste del Belvedere, e fu proprio su quelle piste che il 2 Maggio
provai a fare un fantastico salto.
Alla fine di una discesa in neve fresca c'era un grosso masso ricoperto de neve,
seguito da una carraia e poi da un morbido atterraggio, almeno così mi era
parso...
...infatti l'atterraggio fu tutt’altro che morbido, arrivai di culo su una
roccia che mi fece rintronare tutta la schiena.
Dopo qualche attimo di dolore, fui aiutato ad alzarmi da due amici, poi
raggiunsi il vicino rifugio dove provai a riprendermi con un
"bombardino", ma alla fine chiamammo i soccorritori che mi portarono
prima a valle e poi all'ospedale di Cavallese, dove mi fu diagnosticata la
"frattura alla III vertebra lombare".
Dopo qualche giorno fui
trasportato a Ravenna, dove rimasi "quasi immobile" a letto per ben 90
giorni, ai quali seguì una breve riabilitazione.
testicolo SX
Iniziai a lavorare nel
Luglio del 2000, un mese dopo essermi rimesso in piedi dopo la frattura della
vertebra.
Non potendo più spendere i miei soldi in montagna, l'estate successiva decisi
di "investire" quanto fino a quel momento guadagnato in una splendida
"nuda", cioè una moto scarenata...
... una Cagiva Raptor 650, davvero divertente, sennonché qualche mese dopo, ad
Agosto, fui io ad essere investito :-(
Stavo tentando di evitare un'auto che mi aveva tagliato la strada portandomi al
suo fianco, ma questa curvò a sinistra e io non riuscii a schivarla, volando a
terra e procurandomi qualche scortico.
Una volta giunto il Pronto Soccorso, però, il medico si rese conto che la
lesione più preoccupante era stata causata dall'urto del mio testicolo sul
serbatoio della moto avvenuto mentre ne venivo disarcionato.
Fu eseguita una ecografia che rilevò una parziale frattura al testicolo SX,
come quando si apre un arancino, anche se un'oliva all'ascolana rende di più...
Fui ricoverato per una
settimana in attesa di sviluppi e, una volta riassorbito l'ematoma, fui dimesso,
ma la cosa non finì li.
Mi rivolsi ad uno specialista di questo tipo di traumi che, dopo alcuni mesi di
osservazione, decise di operare per eliminare i residui cicatriziali della
frattura.
A seguito dell'incidente mi
è stato sconsigliato di praticare alcuni sport come il ciclismo e l'equitazione
e comunque di indossare sempre una specifica protezione (come quella dei rugbisti)...
...voi indossatela quando andate in moto, E' MEGLIO!!!
menisco
SX
La frattura al menisco è
un'altra delle conseguenze dell'incidente in moto, ma direi che è piuttosto
trascurabile.
Infatti l'ortopedico che mi visitò mi disse che non era necessario intervenire
fino a quando non mi avesse creato dei seri problemi, e dopo più di tre anni
stiamo ancora aspettando.
Prima o poi sarà da fare
anche questa, ma preferisco aspettare di rimanere bloccato.
piede
SX
E questa è l'ultima, per il
momento, che vi racconto.
La sera del 4 Maggio 2005, durante una partitella di calcetto con gli amici,
dopo solo 5 minuti di gioco e nel bel mezzo di un dribbling ubriacante sono
inciampato e sono piombato a terra come una pera cotta.
Ho avvertito subito un forte dolore al piede SX, ma ho pensato che fosse una
delle frequenti storte che da sempre mi accompagnano nelle mie performance e mi
sono messo in porta...
... man mano che trascorreva il tempo il dolore aumentava e, considerando che
non riuscivo neppure ad appoggiare il piede a terra, mi meraviglio che alla fine
abbiamo persino vinto la partita (merito ai miei compagni).
Alla fine della partita ho zoppicato fino allo spogliatoio, mi sono infilato la
tuta e ho guidato, non so come, fino al Pronto Soccorso.
Lì ho trovato un sacco di gente, cosa che mi ha fatti desistere dall'attendere,
quindi me ne sono tornato a casa, mi sono fatto una doccia e mi sono messo a
letto con un poco di ghiaccio sul piede.
La mattina seguente mio babbo mi ha accompagnato al Pronto Soccorso, dove mi
hanno fatto una radiografia che ha rilevato una "frattura scomposta al V
metatarso SX", da affrontare mediante intervento chirurgico.
Fui subito ingessato (per
sicurezza), ricoverato e messo a digiuno; il giorno dopo fui operato e poi
dimesso, con un bel gesso e due fili di Kevlar nel piede da tenere 35 giorni.
Al primo gesso ne seguì un secondo (questa volta in vetroresina), da tenere
circa venti giorni, insieme ad una terapia chiamata C.E.M.P.
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